Licenziamento per giusta causa, la sentenza del tribunale di Roma

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Lo scorso mese di luglio parlavamo di licenziamenti per GMO (ossia di tipo economico) e commentavamo la creatività della giurisprudenza sul tema.

Rieccoci a commentare una recente sentenza con cui, il giudice del lavoro di Roma ha applicato, ad un licenziamento per giusta causa (quindi di tipo disciplinare), la reintegra del lavoratore sebbene l’azienda fosse di piccole dimensioni (- 15 dipendenti).

In sintesi, l’azienda aveva comminato ad una lavoratrice il licenziamento senza preavviso senza averle prima contestato i fatti su cui il licenziamento si fondava.

Spesso mi capita che clienti si lamentino della lungaggine delle procedure disciplinari, chiedendo “ma siamo obbligati a seguire tutto questo iter? Il mio amico imprenditore mi ha detto che il suo consulente, in soli due giorni, ha licenziato un dipendente con una sola lettera, contestando i fatti e licenziando direttamente il lavoratore. Perché non possiamo fare la stessa cosa?”.

Bene, oggi, sebbene per me non vi fosse la necessità di una ulteriore conferma, è chiaro per tutti.

Qualora non si rispetti la procedura prevista dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, che prevede:

  1. Contestazione dei fatti
  2. Diritto del lavoratore di difendersi
  3. Applicazione del provvedimento disciplinare

l’azienda rischia di dover risarcire il danno patito dal lavoratore licenziato e di doverlo anche reintegrare in azienda (ricordo che il lavoratore può optare in luogo della reintegra all’indennità sostitutiva di 15 mensilità)!

Restiamo a disposizione per approfondire con voi il tema.

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